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Catechesi 20-21 febbraio
Posted in Catechesi | No Comments »Ecco il brano di riflssione, preso da “Come si fa a credere?” di Stefano Roze:
La fede! Ecco l’enigma! Ecco la domanda! E non è da poco … Alcuni diranno: “Visto che Dio non esiste, a cosa serve credere ?” … hanno ragione! La vita quotidiana non fa altro che dichiarare l’assenza di Dio! La nostra società moderna, di fatto atea, ha espulso Dio dalla scuola, dalla strada, dalla città, dall’insegnamento, dai divertimenti, dalla tecnica, dalla vita affettiva, dalla morale … e si sta bene così! Dio è morto! Almeno non esiste più qualcuno che disturba, imponendo regole e doveri! Ciascuno può fare quello che vuole in base ai propri capricci o ai propri interessi, dove spesso, è il più forte quello che ha sempre ragione! Il continuo sviluppo delle tecniche, le nuove e straordinarie scoperte scientifiche in tutti campi sono la prova che la ragione può fare da sé, spiegare gli enigmi del mondo da sé. A cosa serve la fede, questa credenza ormai superata, che un tempo permetteva di soggiogare persone e popoli!?
E poi, concretamente, cosa manca all’uomo moderno della ricca Europa? Può contare su tante sicurezze: una vita comoda ed il benessere, ovvero i nuovi volti del materialismo. Senza dimenticare la corsa dietro al dio di questo mondo: il denaro! L’uomo è sazio, dunque non chiede niente. Cosa si può aggiungere in un cuore che è già pieno, pieno di … sé?
Niente, assolutamente! Allora tutto è perfetto così!… Nonostante tutto, la coscienza ha da dire la sua. Sarà una voce timida, sicuramente un debole gemito troppo presto soffocato dalle seduzioni o dalle facili giustificazioni che ripetono: “Visto che lo fanno tutti, si può ben fare lo stesso!”. Però la coscienza c’è e vuole farsi sentire! Si tratta di una voce presente nel cuore di tutti. Una voce sola? No, piuttosto due voci in un cuore solo, due voci che si richiamano, che cozzano, che litigano, che concordano per fare delle scelte! … Alcuni purtroppo, a forza di zittire la voce della coscienza, l’ hanno uccisa. Allora non tardano a partire alla deriva, senza Dio, senza indicazioni e senza timone, sballottati dalle onde delle mode, dalle correnti di pensieri deboli che vanno e vengono. Questi però alla fine dove vanno ? Forse loro stessi non lo sanno. Ciò non significa che sono atei, cioè enza dio, ma sono divenuti idolatri. Non esiste ateismo, ma solo idolatria! Se l’uomo non si inginocchia più davanti alla Gloria del Dio vivente, non tarderà a farlo davanti a un idolo di legno, di ferro, d ‘argento o d’oro. “Il suo paese è pieno di idoli. Adorano l’Open delle loro mani, ciò che hanno fatto con le loro dita” (Isaia 2, 8). Chi ha ucciso Dio deve sostituirlo con altri dei e … adorarli. Altri, invece, non possono fare a meno di essere onesti con la propria coscienza, con questa voce che stimola a cambiare, a crescere, a camminare verso il meglio. Anche se camminano zoppicando, sanno di camminare con sincerità. Ciò che salva l’uomo è il passo… e passo dopo passo si va avanti, verso la meta. Certo, ci vogliono perseveranza e tenacia, un po’ alla maniera dei Re Magi che, vista la Stella, non si sono arresi davanti alle difficoltà, alla fatica dei deserti, ai sospetti della Corte di Gerusalemme, ma hanno camminato fino ad incontrare quello che il loro cuore cercava: “Al vedere la stella, e sì provarono una grandissima gioia” (Matteo 2, 10).
